Archivi del mese: febbraio 2011

di focacce e di ricette

Di ricette per fare le focacce ne ho provate tante, ma è importante il forno, la farina, quanto la farina assorbe l’acqua, il lievito. Insomma, a volte vengono bene, a volte male.

Ho seguito un corso fantastico con Paoletta e Adriano (gran Maestro di lievitati), che scrive ricette perfette. Consulto Vivalafocaccia, splendido sito specializzato. Ma poi all’atto pratico, le condizioni al contorno possono modificare il risultato in modo drammatico.

O forse sono io che non riesco a seguire le ricette…

Questa ottima focaccia mi è venuta per caso (o quasi). Mi è avanzato del lievito naturale da un rinfresco. Ho aggiunto farina, acqua e sale sino a ottenere un impasto compatto e morbido, lo ho fatto lievitare bene, poi lo ho steso in teglia, ho fatto i buchi profondi tipo focaccia ligure, e nei buchi ho messo olio e acqua, sale grosso sparso e subito in forno. E’ venuta benissimo, friabile e croccante fuori, sofficissima dentro e con i buchetti bianchi come la vera ligure.

Il mio pane

A passeggio per torino

Un ricordo lontano: la zuppa di cipolle

Perchè un ricordo lontano?

Ieri su Facebook una mia “vecchia” amica, Eliana Minicozzi, una grande donna, mi ha ricordato una fantastica zuppa di cipolle che ho cucinato nella notte dei tempi.

Lei, la mia amica, è stata una mia docente all’università e la relatrice della mia tesi di laurea in intelligenza artificiale (era il 75). Il suo ricordo ne ha scatenato tanti altri, oltre che una serie di considerazioni su come si viveva allora, su come la gente partecipava alla vita pubblica, su cosa i giornali scrivevano. Ho smesso immediatamente di ricordare, troppo strazio, ho appena letto un giornale e visto un tg…

Ma il ricordo di quella zuppa di cipolle mi ha fatto venire voglia di rifarla. Comincio con il ricordare la ricetta.

Per quattro persone: (le dosi sono a occhio, al massimo chiamate un quinto amico…)

un chilo di cipolle (anche di più…)
un litro di brodo
due etti di groviera tagliato a striscioline sottili
quattro grosse fette di pane (o tante piccole) abbrustolito, deve essere secco
100 grammi di burro o un bicchiere di olio
un cucchiaio di farina
un bicchiere di porto
un bicchiere di vino bianco secco

Tagliate a fettine sottili le cipolle (lo so è uno strazio, però bisogna soffrire)
Mettetele in una grande padella con l’olio o il burro e fatele rosolare molto lentamente per molto tempo: devono sudare ma non devono diventare brune. Sono pronte quando sono una poltiglia morbidissima.
A questo punto aggiungete il bicchiere di vino bianco, il cucchiaio di farina fatto cadere a pioggia, un po di sale e pepe e lasciate sfumare.
Aggiungete le cipolle al brodo caldo e lasciate insaporire. L’aspetto del tutto deve essere cremoso e  morbido.
Preparate in una teglia le fette di pane sul fondo, irroratele con il brodo di cipolle, spargete sopra il bicchiere di porto e mettete nel forno caldissimo (250 gradi).
Quando si è formata una bella crosticina bruna, togliete dal forno e servite.
Vedrete che non ha l’aspetto di una zuppa, si può mangiare con la forchetta.

Non è la classica zuppa di cipolle alla francese, ma è la MIA zuppa di cipolle, mia e di Mariella, quella che cucinammo tanti, ma tanti anni fa e che mi ha riportato alla mente bellissimi ricordi.

P.S. La foto non è mia, ma è quella che assomiglia di più al ricordo di quella vecchia zuppa.