Tre milioni e il fondo

Ricordo molto bene il 23 marzo 2002, quando Cofferati, per difendere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, chiamò a raccolta il “popolo della sinistra” e parlò a Roma, al Circo Massimo, davanti a tre milioni di persone (ovviamente la questura avrà detto che erano 300.000 e Bondi che erano una quindicina).

Che cosa ha spinto tre milioni di persone a radunarsi nello stesso posto? Mostrare fisicamente, materialmente l’indignazione di ognuna di quelle persone per il tentativo del governo di modificare un diritto.

E cosa è cambiato da allora ad oggi. Quanti diritti sono stati tolti da questo governo? Quante leggi modificate per il proprio tornaconto? Quanti favori a chi ha commesso illegalità, come lo scudo fiscale. Tutte leggi che favoriscono i pochi (amici) togliendo quindi ai molti i diritti che la costituzione e le leggi dovrebbero garantire.

E perchè allora la gente non fa nulla? Perchè siamo sempre solo noi che ci scambiamo indignazioni ma non riusciamo a far indignare altri?

Forse manca qualcuno che “chiami” la gente all’indignazione, qualcuno di forte, di credibile, che possa raccogliere a prescindere dal partito di appartenenza.

Si, credo abbia ragione Lucrezia, siamo noi ad avere toccato il fondo. Loro alzano asticelle e noi (scusate la genericità) ci appiattiamo verso il basso, verso il fondo, che non si raggiunge mai.

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3 risposte a “Tre milioni e il fondo

  1. Io mi indigno ancora Paolo, ma mi rendo conto che siamo sempre di meno a farlo. E poi hai ragione, manca qualcuno di forte e di credibile che chiami all’indignazione. Il popolo viola é importante certo, ma rappresenta sola la punta di diamante della protesta. Purtroppo manca una figura politica, un partito come era il PCI, che sappia organizzare, gestire la protesta. L’autoconvocazione é un grande segno di maturità ma da solo mi sembra proprio che non basti.

  2. …che non si raggiunge mai…. angosciantemente vero….

  3. Hai ragione Paolo; manca una figura politica, manca un partito vero, organizzato; i partiti veramente organizzati ormai stanno tutti dall’altra parte. Noi ci accontentiamo di indignarci su Fb, di andare a qualche manifestazione, di arrivare malamente a fine mese, di essere contenti che almeno un lavoro ce l’abbiamo; aspettiamo il leader, il nuovo messia che un partito schiavo dei propri apparati vetusti non riesce a produrre.

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